Domenica, 9 febbraio 2020                                                                                                Mt 5,13-16

Sale della terra e luce del mondo.
Il Signore ci chiede di essere sale e luce, ma come possiamo far risplendere questa luce – il suo amore che vive in noi – davanti agli uomini?
Alcune indicazioni molto chiare ci vengono dal profeta Isaia: dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire chi è nudo, senza trascurare i tuoi parenti. Togliere di mezzo a te l’oppressore, il puntare il dito e il parlare empio, aprire il cuore all’affamato e saziare l’afflitto di cuore. «Vedendo le vostre opere buone» conclude Gesù «gli uomini renderanno gloria al Padre vostro». Non è necessario fare molti discorsi e grandi proclami, la nostra vita guidata dall’amore parla, anzi grida in modo più eloquente. Questa è la Via, percorretela!

 

Lunedì, 10 febbraio 2020                                                                                                   Mc 6,53-56

 Guarigioni nel paese di Genezaret.
I malati supplicavano Gesù di poter toccare almeno la frangia del suo mantello. Non chiedono discorsi, preghiere particolari, benedizioni speciali, ma anche solo toccare il lembo del mantello. È vero che il mantello per gli ebrei era un segno della lealtà a Dio – dove le frange ricordano i comandamenti – e se si parla di un altro “mantello” usato per la preghiera, certamente è un rimando alla relazione di Gesù con il Padre; ma oltre tutto ciò, alla base c’è una grande fede – come riconosce Gesù stesso all’emorroissa: «Figlia la tua fede ti ha salvata». Ed è questa fede che dona ai malati la salvezza. Colpisce sempre l’ultimo versetto di questo brano: «e quanti lo toccavano erano salvati», non dice guariti, ma salvati. Chiediamo al Signore il dono della guarigione, ma ancor più chiediamogli il dono della salvezza, il dono della Vita senza fine.

 

Martedì, 11 febbraio 2020                                                                                                   Mc 7,1-13

Gli scribi e i farisei interrogano Gesù sul perché i suoi discepoli non seguono la tradizione riguardo alle norme di purità. Questa domanda ci indica che probabilmente Gesù osserva le norme, infatti non viene accusato lui, ma i discepoli. È molto significativo cogliere la grande libertà di Gesù, come altri passi ci rivelano, il quale si sottopone alle istituzioni religiose e politiche. Allo stesso tempo però citando il profeta Isaia Gesù mette in evidenza la contraddizione di un culto che si basa sull’esteriorità dei gesti e delle parole, senza avere cura dell’interiorità, delle motivazioni e del cuore. Dio è amore
e l’amore è “includente”
, i discepoli – noi – se vogliamo seguire Gesù dobbiamo abbracciare questa logica, la quale elimina ogni divisione.

  

Mercoledì, 12 febbraio 2020                                                                                             Mc 7,14-23

Nessuna cosa è pura o impura in sé.
Gesù ribadisce con forza la bontà del creato, Dio ha creato tutto buono. Allo stesso tempo, ad esempio, non basta dirsi cristiani per essere automaticamente “buoni cristiani”. Per essere Cristiani con la C maiuscola, veri discepoli di Cristo, dobbiamo ogni giorno, nei piccoli o grandi eventi che la vita ci propone, liberamente e coscientemente scegliere e adottare una condotta conforme alla volontà di Dio. Sacralità e purezza vengono dall’uomo: non ciò che entra, ma ciò che esce dall’uomo lo rende impuro. La nostra attenzione, il nostro discernimento deve essere fatto sui sentimenti che escono dal nostro cuore, i quali minacciano le relazioni fraterne e quella con Dio.

 

Giovedì, 13 febbraio 2020                                                                                                 Mc 7,24-30

Gesù dice alla donna siro-fenicia: «Per questa tua parola, va’, il demonio è uscito da tua figlia». Gesù riconosce la fede di questa donna e accondiscende alla richiesta. La donna siro-fenicia è evidentemente una donna pagana, ma l’amore per la figlia la spinge ad andare da Gesù ed è l’unica in tutto il Vangelo di Marco a chiamarlo Signore! La Costituzione Dei Verbum afferma che i semi del Verbo sono sparsi nel mondo, lo Spirito opera e agisce in ogni uomo anche in chi ancora non ha conosciuto Gesù. Accompagniamo con la nostra preghiera il cammino della Chiesa in missione e lasciamo trasparire l’Amore che è in noi, perché tanti possano incontrarlo.

 

Venerdì, 14 febbraio 2020                                                                                                Lc 10,1-9

Ricordiamo oggi i santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa. Due grandi evangelizzatori e testimoni della Parola, i quali ebbero anche il merito di tradurre la Sacra Scrittura in lingua slava. La liturgia ci propone il brano in cui Gesù invia i settantadue discepoli a portare il lieto annunzio: «È vicino a voi il regno di Dio». Non tutti sono inviati, non tutti siamo chiamati a lasciare ogni cosa per raggiungere i confini della terra. Siamo però tutti chiamati a pregare il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe. Tutti siamo chiamati ad avere un cuore missionario, un cuore aperto che non cerca solo il proprio bene, la propria felicità, ma desidera che tutti partecipino della gioia di riscoprirci figli di Dio, amati dall’eternità!
Forse non siamo chiamati a partire, ma siamo chiamati ad essere cristiani autentici, portatori di pace e si speranza
lì dove siamo.

 

Sabato, 15  febbraio 2020                                                                                                 Mc 8,1-10

 «Rese grazie, li spezzò e li diede ai suoi discepoli».
Gesù non “moltiplica”, ma dopo aver benedetto spezza i pani fino a farne avanzare sette sporte piene: è il miracolo
della condivisione!
Una condivisione, in questo caso, non con quelli di “casa”, ma con i “pagani”: infatti mentre i beneficiari del primo miracolo dei pani erano i giudei, ora a saziarsi è una folla “venuta da molto lontano”. Gesù ha compassione di tutti e nonostante abbia davanti a sé una folla, ha uno sguardo attento su ciascuno riconoscendo che molti sono giunti da lontano. Alla mensa di Gesù c’è posto per tutti, nessuno è escluso dal suo amore, nessuno è escluso dalla salvezza!