Domenica, 22 marzo 2020                                                                                                    Gv 9,1-41

“Gesù fece del fango con la saliva e lo spalmò sugli occhi del cieco”.
Questo gesto di Gesù ci riporta al momento in cui Dio creò l’uomo dal fango e lo rese un essere vivente con il suo soffio divino. Allora l’uomo, chiamato alla vita, aprì gli occhi e vide quello che Dio nel suo amore gli donava, vide tutta la bellezza e rese grazie a Dio. Il cieco nato è l’Adamo peccatore che si è chiuso alla bellezza, ma guarito da Gesù, riacquista la vista attraverso la luce ricevuta nel battesimo, egli è l’icona di ogni credente che è passato dalla morte alla vita, dall’oscurità del male alla luce pasquale di Cristo. Il Signore risorto ci ha ridonato questa luce, perché, illuminati e trasformati da lui, possiamo
divenire “figli della luce”.

  

Lunedì, 23 marzo 2020                                                                                                         Gv 4,43-54

“Credette alla parola di Gesù e si mise in cammino”.
Quando siamo all’estremo di una sofferenza e ci coglie di sorpresa la Parola di Dio, allora è come se la nostra speranza si aggrappasse a quella verità, per lasciare spazio a Dio di operare in noi. Le prove della vita o ci aprono a Dio o ci chiudono nel nostro egoismo, ma quando ci disarmiamo di fronte alla sua magnanimità, ecco che cadono le nostre sicurezze per riconoscere l’onnipotenza della sua bontà; spesso, infatti, abbiamo bisogno di sperimentare nel corpo e nel cuore la nostra fragilità, per arrenderci al suo sguardo d’amore. Chiediamo a Dio di accogliere con rispetto quanto ci capita e di cogliere, attraverso gli eventi, la parola di vita che risveglia in noi la fede e ci rimette con fiducia nel lungo viaggio che ci porta a riconoscere il suo volto.

  

Martedì, 24 marzo 2020                                                                                                       Gv 5,1-16

“Alzati … e cammina!”.
Quando il cammino verso il regno di Dio è in salita, è facile fermarsi, adagiarsi e questo può diventare pericoloso se il nostro sguardo si ferma sugli ostacoli da superare, dimenticando la meta e il perché del nostro viaggio. Lo scoraggiamento è l’inizio delle nostre paralisi, segni evidenti del peccato. Dio, oggi, con la sua domanda: “Vuoi guarire?”, non fa altro che risvegliare il nostro desiderio di vita e riaccendere la ricerca di Lui. “Alzati! Risorgi!”, prendi la tua vita così com’è, con le sue fragilità, con le sue ribellioni, con le sue inconsistenze, oscurità e testardaggini e … cammina! Bisogna portare il proprio fardello, finché non ci saremo arresi all’Amore che lo renderà leggero. La libertà dal nostro peccato è un dono e il cammino è difficile, ma solo la parola del Signore lo renderà possibile. Non ci sarà nessuno a sollevarti e gettarti nel mare della vita, sarai tu stesso, con la forza della fede nella sua Parola, a rendere luminosa l’oscurità della tua notte.

 

Mercoledì, 25 marzo 2020 – L’Annunciazione del Signore                                              Lc 1,26-38

 Offri il tuo corpo come luogo d’incarnazione.
“Quello che è avvenuto nella Vergine Madre in modo unico, accade a livello spirituale anche in noi, quando accogliamo la Parola di Dio con cuore buono e sincero e la mettiamo in pratica. Succede come se Dio prendesse carne in noi, Egli viene ad abitare in noi, perché prende dimora in coloro che lo amano e osservano la sua Parola. Non è facile capire questo, ma sì, è facile sentirlo nel cuore. Credere in Gesù significa offrirgli la nostra carne, con l’umiltà e il coraggio di Maria, perché Lui possa continuare ad abitare in mezzo agli uomini; significa offrirgli le nostre mani per accarezzare i piccoli e i poveri; i nostri piedi per camminare incontro ai fratelli; la nostra mente per pensare e fare progetti alla luce del Vangelo”. (Papa Francesco)

  

Giovedì, 26 marzo 2020                                                                                                         Gv  5,32-47

“Venite a me per avere la vita eterna!”
La “Vita”, manifestata in Gesù, è ciò che noi cerchiamo, spesso senza saperlo. Gesù stesso ce ne ha indicata la “Via” che è Lui stesso. Conoscere Gesù, dunque, è lo scopo principale della nostra vita. Il Vangelo di oggi ci guida verso tre direzioni che sono le testimonianze sul mistero della sua persona umano-divina: Giovanni Battista, la Sacra Scrittura e il Padre. Chi è il Giovanni Battista che oggi Dio ci manda? È il suo spirito presente nei profeti del nostro tempo, che sono i santi che ci passano accanto e che noi spesso non riconosciamo per quello che sono e soprattutto non ascoltiamo. La Bibbia ci parla di Gesù, ma occorre leggerla con lo sguardo interiore su di lui. Infine il Padre! Come ci parla il Padre di Gesù? È lo stesso Gesù che ci dice: “nessuno può venire a me se non lo attira il Padre”. È attraverso lo Spirito Santo, che è l’unione tra il Padre e il Figlio, che il Padre ci attira verso il suo Figlio, l’Amato. È lo Spirito che illumina la nostra coscienza ad aprirci all’ascolto di quella voce che continua a proclamare: “Questi è il mio Figlio, l’Amato, ascoltatelo!”

  

Venerdì, 27 marzo 2020                                                                                                        Gv 7,1-2.10.25-30

Cercavano di ucciderlo, perché non riconoscevano in lui il Messia.
La superficialità ci porta a giudicare gli altri per quello che non sono, addirittura ci spinge a giudicare l’Altro, Dio stesso, a partire da una mentalità semplicemente umana. Questo ci induce a eliminare dalla nostra vita coloro che Dio ci pone accanto, per crescere insieme nella fede in una relazione autentica e libera, questo ci induce ad eliminare il Signore Gesù dalla cui relazione dipende la nostra libertà e felicità in questo mondo. Aprirci allo stupore del mistero della persona umana di Cristo, entrare nel disegno della sua missione, a partire dalla sua origine divina, è comprendere il mistero della nostra stessa esistenza e quella degli altri, rispondere alle domande di senso, del nostro “dove, quando e perché?”È il cammino di ogni cristiano, la meta del nostro viaggio terreno.

 

 Sabato, 28 marzo 2020                                                                                                             Gv 7,40-53

Gesù si accoglie nella fede.
L’origine dell’identità di Gesù provoca dissenso, non solo tra la gente, ma anche tra le autorità religiose. Il Vangelo di Giovanni ci rivela, ancor più chiaramente, che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, venuto dalla stirpe di Davide, nato a Betlemme. La sua origine storica rimane pertanto misteriosa per i suoi contemporanei, perché le vie di Dio sono lontane dalle nostre, e Gesù viene proprio dalla Galilea, avendo fatto un percorso diverso da quello previsto, per questo Egli non può essere accolto se non nella fede e non a partire soltanto da presupposti umani. Dio si mostra nell’incomprensibilità e nella mancanza di evidenza degli stessi fatti storici, ma queste controversie sono sufficienti per non riconoscerlo e ucciderlo. Ancora oggi, nei cristiani perseguitati e uccisi, Cristo è avversato e l’odio contro i cristiani fa parte della guerra che il demonio sta scatenando contro la Chiesa, quella guerra che fin dall’inizio il male muove contro Dio.