Domenica, 15 marzo 2020                                                                                                 Gv 4,5-42

Gesù affaticato per il viaggio si mise a sedere presso il pozzo detto di Giacobbe. Ed è qui che Gesù incontra una donna samaritana.
Sappiamo che nella letteratura patriarcale il pozzo è a volte il luogo dell’incontro dello sposo con la sposa. Gesù è lo sposo che va’ incontro e attende sempre la sua sposa, l’umanità, la Chiesa, ciascuno di noi. Mentre per i Padri della Chiesa il pozzo è anche simbolo della Sacra Scrittura dove attingere l’acqua viva.
In questo tempo di grazia, nel cammino verso la Pasqua di Risurrezione, siamo invitati ogni giorno ad abbeverarci alla Parola di Dio, lì incontreremo Cristo che ci attende e lì potremo abbeverarci dell’acqua viva.

 

Lunedì, 16 marzo 2020                                                                                                     Lc 4,24-30

«Con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione».
Gesù ricordando ai suoi ascoltatori Elia ed Eliseo, vuole ribadire con forza che è venuto a portare la salvezza ai vicini e ai lontani: il cuore di Dio è tanto grande!
Per essere salvati non basta dirsi cristiani, è necessario accogliere la Parola e vivere il comandamento dell’amore.
Il tempo di Quaresima è un tempo favorevole per fare una verifica del nostro vissuto, perché purtroppo a volte si crea una distanza tra ciò che pensiamo, desideriamo e realizziamo. Qualunque sia l’esito della nostra verifica non dobbiamo temere, con gioia fissiamo lo sguardo in Gesù e con la sua grazia riprendiamo il retto cammino. Il Signore è con noi!

 

Martedì, 17 marzo 2020                                                                                                   Mt 18,21-35

Gesù disse a Pietro: «Dovrai perdonare fino a settanta volte sette», ossia sempre!
Umanamente parlando sembra impossibile accogliere questa parola di Gesù, come si può perdonare sempre? E infatti gli apostoli nel Vangelo di Luca dopo questa affermazione chiedono a Gesù: «Accresci in noi la fede!», comprendono infatti che qui è in gioco una visione Altra della vita, per cui è necessario un vero capovolgimento di visuale: non partire più da me – dall’offesa ricevuta, dal torto subito etc. – ma partire dal Bene più grande a cui siamo chiamati. Dobbiamo imparare innanzitutto a riconoscere l’amore che abbiamo ricevuto, il perdono, lo sguardo di misericordia che sempre ci accompagna e da lì a nostra volta farci dono di misericordia. Il Signore ci ha sovrabbondato, guardando a questo mare sconfinato ci sarà più facile guardare con benevolenza il rivolo di acqua che è chiesto a noi di donare. Coraggio, non smarrire la fiducia, non perdere la speranza, non pensare che amare sia tempo perso! (papa Francesco)

 

Mercoledì, 18 marzo 2020                                                                                                 Mt 5,17-19

Gesù non è venuto ad abolire la Legge, ma a darle compimento, cioè a realizzarla in pienezza, a darle una forma nuova dove si realizza pienamente il progetto originario del Padre.
Uno dei punti centrali della Legge è la giustizia, ma Dio non è venuto a giudicare, non è venuto a condannare, ma per giustificare, per rendere a tutti la salvezza rendendo giusti.  La sua giustizia non è come la nostra, non è “matematica”, ma è dettata dall’amore; Lui non si ferma all’esteriorità, ma guarda il cuore, guarda le persone e non le cose. Ed ecco che l’amore in cui già si riassumeva la Legge antica, diviene il comandamento nuovo in cui tutta la Legge ha compimento: “Chi ama l’altro ha adempiuto la Legge…pieno compimento della Legge è la carità” (Rm 23,8s).

 

Giovedì, 19 marzo 2020 – San Giuseppe                                                                      Lc 2,41-51

«A Giuseppe fu concessa da Dio la conoscenza e la partecipazione ai celesti misteri. Giuseppe ricevette dal cielo il pane che avrebbe nutrito sé e tutto il mondo. Il Signore lo trovò secondo il suo cuore come un altro Davide; gli rivelò, le cose recondite e occulte della sua sapienza e gli fece conoscere il mistero che nessun potente della terra poté sapere; infine gli concesse ciò che molti re e profeti, desideravano di vedere e di sentire, ma non videro né ascoltarono: cioè di poter non solo vedere e ascoltare il Cristo, ma anche di portarlo tra le sue braccia, di condurlo per mano, di abbracciarlo, di baciarlo, di nutrirlo e di custodirlo» (san Bernardo).

 

Venerdì, 20 marzo 2020                                                                                                       Mc 12,28b-34

«Qual è il primo comandamento in assoluto?».
La domanda che lo scriba pone a Gesù è una domanda comune nel I secolo, ma a differenza degli altri rabbini Gesù non mette l’accento su una prescrizione o un comandamento, mette invece come essenza della Legge una relazione: quella dell’uomo con Dio e con il prossimo.
Il dialogo tra i due si conclude con un elogio da parte di Gesù: «Non sei lontano dal regno di Dio». C’è un passo, un solo passo da compiere per essere salvi: passare “dalla mente al cuore”, dalla convinzione alla concretezza della vita.
Chi pratica sinceramente il comandamento dell’amore, anche se non ha ancora conosciuto il Vangelo, è vicino a Dio ed è da lui guidato nella vita.

 

Sabato, 21 marzo 2020                                                                                                            Lc 18, 9-14

Il fariseo e il pubblicano sono due personaggi ben noti, è una delle parabole più conosciute la quale ha al centro la preghiera.
Il fariseo riconosce l’importanza della preghiera, ma le sue parole e i suoi atteggiamenti sono vuoti: non sta cercando Dio, ma la sua grandezza e la sua “perfezione umana” che lo rendono autosufficiente. È chiuso in sé in un perfetto monologo, un elogio infinito delle sue qualità.
Il pubblicano, invece, riconoscendo la sua miseria cerca Dio, cerca il suo aiuto e si apre ad un dialogo. Le mani alzate verso il cielo, che implorano benedizione e aiuto, realizzano la preghiera. Questo ci apre alla relazione e ci permette di fare esperienza dell’amore misericordioso del Padre che sempre ci ama. «Dio non ti ama perché pensi giusto e ti comporti bene; ti ama e basta. Il suo amore è incondizionato, non dipende da te. Puoi avere idee sbagliate, puoi averne combinate di tutti i colori, ma il Signore non rinuncia a volerti bene. Quante volte pensiamo che Dio è buono se noi siamo buoni e che ci castiga se siamo cattivi. Non è così. Nei nostri peccati continua ad amarci. Il suo amore non cambia, non è permaloso; è fedele, è paziente».
(omelia papa Francesco, 25-12-19).