I Domenica di Quaresima, 1° Marzo 2020                                                                   Mt 4,1-11

«Per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti»
Eccoci giunti alla prima domenica di Quaresima. La prima lettura del Libro della Genesi e il Vangelo di Matteo delineano il percorso che siamo chiamati ad attuare in questi quaranta giorni che ci preparano alla Pasqua. Potremmo definirlo il cammino che va dalla disobbedienza all’obbedienza. Infatti, il primo uomo, Adamo, con sua moglie, la madre di tutti i viventi, hanno preferito seguire il male della propria volontà, disobbedendo al comando di Dio. Mentre Gesù, ci ha aperto la nuova via verso il Regno del Padre, superando le tentazioni attraverso l’obbedienza alla parola del Padre. Percorrendo la via della santa obbedienza che confonde ogni volontà propria, corporale e carnale, arriviamo al cuore dell’essere umano, il luogo delle decisioni, perché se è vero che possiamo essere tentati, è altrettanto vero che Dio ci ha resi capaci di dominare il peccato che è accovacciato alla porta del nostro cuore, dicendo no alla tentazione e facendo, come Gesù, la volontà del Padre celeste, attraverso la virtù dell’obbedienza allo Spirito Santo.

 

Lunedì,  2 marzo 2020                                                                                                          Mt 25,31-46

«Ricevete in eredità il regno preparato per voi»
La Liturgia della Parola di quest’oggi ci ricorda che siamo fatti per cose grandi, fondamentalmente due: per essere santi e per ricevere in eredità il regno dei cieli. Ora è il tempo opportuno per mettere a frutto i talenti ricevuti così da prepararci a ricevere la nostra eredità di figli di Dio. Il Signore stesso, infatti, ci ha dotati di tutto ciò che è necessario per portare a compimento questo progetto e ci ha indicato la via maestra: la via dell’amore verso il prossimo. Chiediamo al Signore di formarci alla scuola della sua sapienza, perché l’impegno quaresimale lasci una traccia profonda nella nostra vita.

 

Martedì, 3 marzo 2020                                                                                                           Mt 6, 7-15

 «La parola uscita dalla mia bocca non ritornerà a me senza aver operato ciò per cui l’ho mandata »
La prima lettura è la conclusione del Libro della Consolazione del Profeta Isaia, e mette l’accento sull’efficacia  della Parola di Dio, che non ritorna al Signore senza effetto, compiendo il desiderio di Dio. Ma per permetterle di germogliare in noi è necessario dissodare il terreno del nostro cuore con la preghiera in modo particolare quella dei figli, che Gesù stesso ci ha insegnato e che è al centro del Vangelo odierno: il Padre nostro. Infatti, è la relazione di comunione con Dio Padre, che permette di far fiorire in noi le opere di bene che il Signore ha seminato nella nostra vita con la sua Parola.

 

Mercoledì, 4 marzo 2020                                                                                                         Lc 11,29-36

«Ecco, qui vi è uno più grande di Giona»
Gesù rimprovera agli uomini della sua generazione la loro durezza di cuore che rifiuta la conversione. Anche noi, in questo tempo siamo chiamati a mettere in atto un processo di conversione, di  ritorno al Signore, con dei cambiamenti molto concreti, come avvenne agli abitanti di Ninive. Noi abbiamo il dono di avere come compagno di viaggio lo stesso Gesù, che è venuto a rivelarci il grande amore del Padre attraverso la sua passione, morte e risurrezione. Ritorniamo a Lui con tutto il cuore perché Egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira e grande nell’amore.

 

Giovedì, 5 marzo 2020                                                                                                                 Mt 7,7-12

«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto»
Nella prima lettura leggiamo la bella preghiera di Ester, la quale ricorre al Signore appena le giunge la notizia che il Re, suo sposo, ha decretato lo sterminio del suo popolo. Anche Gesù, nel Vangelo, parla dell’efficacia della preghiera, in forza dell’insistenza di chi desidera ricevere una grazia e della paterna bontà di Dio, che desidera realizzare il bene dei suoi figli.
Sant’Agostino, commentando questo testo del Vangelo, temendo che, non vedendoci esauditi nelle nostre richieste, potremmo venire meno nella fede, ci avverte: «Se la tua preghiera non è ascoltata, sarà perché non chiedi come devi e perché chiedi quello che non vedi». Preferendo sempre il Donatore ai suoi doni, accostiamoci con fiducia a Dio osando chiedere, cercare e bussare alla porta del suo cuore certi che Lui esaudirà ogni nostra richiesta se sarà
in ordine al nostro bene.

 

Venerdì, 6 marzo 2020                                                                                                                Mt 5,20-26

Il superamento della giustizia dei farisei
Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva ci ricorda il Profeta Ezechiele. Grazie alla clemenza del Signore, la conversione è sempre possibile, perché Dio è amante della vita. Dato che, in forza del Battesimo, siamo figli di Dio, Gesù, nel Vangelo, ci chiede un di più della giustizia dei farisei, perché capaci di un amore più grande. Egli ci spinge verso la delicatezza dell’amore che ci rende attenti non solo a non uccidere il fratello ma anche a non offenderlo.  E come il Padre è pronto al perdono quando ci allontaniamo dal peccato, così siamo chiamati a perdonare il nostro fratello. Questa è la più grande Eucaristia che possiamo vivere ogni giorno.

 

Sabato, 7 marzo 2020                                                                                                                   Mt 5,43-48

«Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,
affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli»
Il cammino di Quaresima ci rende sempre più somiglianti al Padre che è nei cieli. Allarga gli spazi angusti del nostro cuore, dilatandolo a misura di Dio. Amare e pregare per coloro che ci perseguitano, per coloro che ci danno fastidio. Due azioni da fare contemporaneamente perché Gesù sa che senza preghiera, senza la continua comunione con Lui non è possibile amare in questo modo. La preghiera  ci permette di vedere il bene presente in tutte le persone. Amarle diventa per noi opportunità per comportarci da cristiani, per loro occasione di incontro con l’amore misericordioso del Padre e
possibilità di conversione.