Domenica, 6 ottobre 2019                                                                                                   Lc 17,5-10

 “Accresci in noi la fede!”.
Questa preghiera dovrebbe sempre fiorire sulle nostre labbra, essere all’unisono con il battito del nostro cuore e con il ritmo dei nostri passi, affinché riscopriamo ogni giorno la bellezza della nostra fede e ravviviamo in noi questo grande dono, ricevuto in abbondanza nel giorno del nostro battesimo, per questo è ben più che “un granello di senape”. Dice Simone Weil: Credere in Dio non dipende da noi, ma dipende da noi non accordare il nostro amore a false divinità”. Ciò significa che questo dono è già presente in noi, come un seme che ha bisogno di dare il suo frutto. Non sarà, allora, che spesso noi poniamo la nostra fiducia nelle cose che non contano e non danno felicità, che sono i nostri idoli, e questo dono rimane chiuso in noi, come in un cassetto dorato, senza che noi stessi possiamo sperimentare quella gioia che nasce dalla fede?

 

Lunedì, 7 ottobre 201  – Beata vergine Maria del Rosario                                       Lc 10,25-37

L’Amore che vede e ha compassione.
L’amore nostro per Dio e per i fratelli ha un’unica origine e attinge da una sola sorgente, che è Dio. È l’Amore di Dio che, essendo stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, ci spinge e ci mette in movimento verso Dio e verso il nostro prossimo. È Dio che in noi ama Se Stesso e il fratello che incontriamo lungo il nostro cammino, e, chi ama Dio nel fratello e come Lui, vede ed ha compassione, si fa prossimo dell’altro, se ne prende cura, non passa oltre pur essendo uno sconosciuto o addirittura un nemico. È questo il miracolo dell’Amore del Signore in noi! Questo è stato vero soprattutto in Maria di Nazareth, che oggi la celebriamo come la ”Regina del S. Rosario”. Ella, che ha accolto Dio nella fede anche fisicamente, si è fatta “prossimo” per tutta l’umanità, ha curato le nostre ferite donandoci Gesù.

 

Martedì, 8 ottobre 2019                                                                                                    Lc 10,38-42

“…di una cosa sola c’è bisogno”.
L’unica cosa necessaria è l’Amore, la comunione con Dio. Maria ha scelto la parte migliore, quella che predilige questa avventura dell’incontro con Dio: stare ai piedi di Gesù, immobile, avere lo sguardo costantemente rivolto verso di Lui, quello sguardo della nostra anima capace di attrarre Dio, fino a chinarsi su di noi. Noi non possiamo andare a Dio ma questo nostro sguardo ha la forza di far abbassare Dio fino a noi e Maria ha scelto di mettere in movimento questa parte della sua anima, capace di guardare Dio.  Guardare Dio non è rimanere inerti, astenerci dall’azione, ma lasciare che tutte le nostre energie fisiche e spirituali siano orientate nel modo giusto, secondo il desiderio e il volere di Dio in noi.

 

Mercoledì, 9 ottobre 2019                                                                                                    Lc 11,1-4

“Quando pregate dite: Padre!”.
Dire “Padre!” è dire a noi stessi chi siamo, identificarci come figli, proclamare la nostra dignità perché ci riscopriamo parte di una grande famiglia, è uscire dalla nostra solitudine e abbracciare la nostra realtà comunionale di figli, in relazione esistenziale con il Padre. Rivolgersi a Dio come Padre è ridare a ogni cosa, a ogni persona un volto familiare, è riscoprire, come Francesco d’Assisi, in tutto e in tutti, un fratello, una sorella, un amico. Dire a Dio Padre è riconoscere Dio come autore della vita, vedere e sentire la sua presenza rassicurante che ci libera da ogni paura, stimarci per quello che siamo, preziosi e oggetto della cura e attenzione di un Dio vicino, prossimo e provvidente.

 

Giovedì, 10 ottobre 2019                                                                                                    Lc 11,5-13

La preghiera invadente.
Pregare con insistenza è l’invito di Gesù nel vangelo di oggi, ma cosa chiedere a Dio nelle nostre preghiere? Spesso non sappiamo che cosa domandare. Pregare è consegnare la nostra vita sia nelle mani di Dio e lasciarci stupire dal suo amore di Padre che sempre ci dona il suo Spirito che è amore, gioia, pace, bontà, mitezza, benevolenza, magnanimità, fedeltà, dominio di sé. Con i suoi doni Dio ci genera continuamente alla vita nuova. La preghiera è un esercizio quotidiano che non ha sosta nel nostro cuore e purifica i nostri desideri orientandoli verso Dio. Pregare con insistenza è semplicemente ascoltare lo Spirito, che prega sempre in noi.  

 

Venerdì, 11 ottobre 2019                                                                                                  Lc 11,15-26

“Chi non raccoglie con me disperde”.
Il male è quanto in noi e fuori di noi ci toglie il respiro, offusca la nostra mente, distrugge le nostre energie. Senza l’intervento di Cristo nella nostra vita noi non possiamo vincere il Demonio, senza l’intervento di uno più forte di Satana, che è Gesù, noi non possiamo sfuggire alla sua preda. “Chi non è con me è contro di me”, dice Gesù. Non c’è una via di mezzo, non c’è altra scelta contro il male se non stare con Cristo, ascoltare la sua parola, vivere in una relazione profonda di fede con Lui, per non disperdere inutilmente le nostre forze e raccogliere a piene mani il dono della nostra libertà. Gesù è venuto per sconfiggere il nostro nemico, per strappargli le sue armi e metterlo allo scoperto. Forse siamo ancora ciechi? L’amicizia con Cristo, lo stare con Lui ci aiuterà ad aprire i nostri occhi a non lasciarci ingannare e guardare in faccia la nostra realtà.

  

Sabato, 12 ottobre 2019                                                                                                    Lc 11,27-28

“Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”.
Quello che è “piuttosto” importante e che rende veramente felici, non è generare, ma essere generati, non è dare corpo alle cose, ma essere ricreati, rinnovati, vivificati, resi nuovi e questo è ciò che fa la Parola di Dio in noi. Ascoltare la Parola è già viverla, perché l’ascolto vero comporta un coinvolgimento non solo della mente per comprendere ciò che Dio ci dice, ma un coinvolgimento del cuore che ci pone già, mentre ascoltiamo, in una relazione profonda di amore con Lui, ed è questo che ci rende gioiosi anche nelle avversità, sempre in pace pur nelle lotte della vita quotidiana. Ascoltare Dio che ci parla nella Scrittura, è intrattenerci con Colui che solo può darci le risposte vere, quelle risposte che gettano luce sul nostro cammino, rendono bella la nostra esistenza e danno sapore e colore a tutte le cose che facciamo.