Domenica, 15 settembre 2019                                                                                                       Lc 15,1-32

«Rallegratevi con me!»
A chi non è capitato di perdere qualcosa e provare gioia nel momento in cui abbiamo ritrovato ciò che avevamo smarrito, ancor più se era un oggetto prezioso o un documento importante? Gesù, con le odierne parabole della misericordia, ci ricorda che maggiore dev’essere il desiderio di ricondurre al Padre un peccatore che ha interrotto la relazione con Lui. Affinché la nostra gioia sia piena è necessario intraprendere nel nostro cuore il cammino della conversione interiore per far nostro il desiderio di Dio: la salvezza per tutti. Che il Signore ci doni un cuore ricco di misericordia e di amore così da poter partecipare della sua gioia per un  peccatore che si converte.

 

 Lunedì, 16 settembre 2019 – Santi Cornelio e Cipriano, martiri                                     Lc 7,1-10

«Di’ una parola e il mio servo sarà guarito»
Quale potenza ha una sola parola di Dio per chiunque crede! Viene da chiedersi: ed io, che sono in contatto quotidiano con la sua Parola, che ho fatto esperienza del suo amore, quale grado di fede ho? Forse mi riconosco di più nelle precedenti parole del centurione romano, il quale per ben due volte, tramite alcuni amici, gli mandò a dire: “Signore, non disturbarti! Io non sono degno…”. È proprio questo atteggiamento interiore di umiltà che permette a Dio di manifestare la potenza di guarigione di una sola parola pronunciata dalla sua bocca. Per intercessione dei santi martiri Cornelio e Cipriano chiediamo al Signore una fede forte e un cuore umile così che la sua Parola porti frutto nella nostra vita.

 

Martedì, 17 settembre 2019                                                                                                            Lc 7,11-17

«Ragazzo, dico a te, alzati!»
Dio è il grande amante della vita e noi, sul suo esempio, dovremmo essere servitori della vita e della libertà, in modo particolare per i  nostri giovani. Loro stessi, in vista del Sinodo, ci hanno descritto le caratteristiche che sperano di trovare in coloro che li accompagnano: «Un accompagnatore dovrebbe  essere un cristiano fedele impegnato nella Chiesa e nel mondo; in continua ricerca della santità; pieno di amore e consapevolezza di sé, dei propri limiti ed esperto delle gioie e dei dolori della vita spirituale. Dovrebbero camminare al nostro fianco, consentendoci di essere partecipi attivi del cammino, rispettosi della libertà e fornendo al meglio il processo di discernimento». Che il Signore ci aiuti ad essere a servizio della vita ricolmi del suo Spirito Santo amore.

 

Mercoledì, 18 settembre 2019                                                                                                      Lc 7,31-35

«La Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli»
Oggi la nostra preghiera a Te, Padre, comincia con un umile confessione: anche noi, spesso, come i bambini del testo evangelico, ci nascondiamo dietro molte giustificazioni che rivelano la nostra sordità  alla tua voce, la nostra cecità alla tua luce e impermeabilità al tuo Spirito d’amore. Insegnaci a vivere e giudicare secondo la tua Sapienza, per non vivere da bambini capricciosi. Facci sentire l’urgenza di una decisa conversione al tuo regno così da comportarci da degni figli della Sapienza, di tuo Figlio «manifestato in carne umana e riconosciuto giusto nello Spirito, visto dagli angeli e annunciato fra le genti, creduto nel mondo ed elevato nella gloria».

 

Giovedì, 19 settembre 2019                                                                                                          Lc 7,36-50

«Ho da dirti qualcosa»
Quale cosa importante ha da dirci oggi Gesù? Parte da una domanda: Chi ama di più? Stando all’episodio evangelico, colui al quale è stato perdonato di più. Con questo Gesù intende ribadire che è venuto nel mondo per portare la salvezza a tutti, in modo particolare ai peccatori. Inoltre, si può amare nella misura in cui si è fatta l’esperienza dell’amore misericordioso di Dio, senza la quale c’è il rischio di sentirci dei creditori nei suoi confronti. Tutti, infatti, siamo dei peccatori perdonati.

Ti benediciamo, Signore, perché ci doni di sperimentare il tuo amore e la tua misericordia. Dacci di essere tra coloro che sono pazzamente amati da Te, malgrado i nostri limiti e le nostre miserie.

 

Venerdì, 20 settembre 2019                                                                                                              Lc 8,1-3

«C’erano con Lui i Dodici e alcune donne
che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità, li servivano con i loro beni»
Oggi il Vangelo ci dà l’occasione di prendere in considerazione l’importanza del ruolo della donna nella Chiesa e nel mondo. Il gruppo delle donne nominate nel Vangelo, potremmo considerarle le Matriarche della Chiesa e pilastri dell’evangelizzazione, al pari dei Dodici. Accomunate dall’unica esperienza di Dio, che le ha guarite col suo tocco d’amore, diverse ma tutte coese nella diaconia. Secondo la logica del Vangelo, servire significa governare. Nel linguaggio comune si dice che la donna governa la casa, così è nella casa di Dio. Come governa la donna? Mettendo a disposizione i beni umani e spirituali che ha ricevuto da Dio con semplicità e generosità, tipiche delle madri. Insegnandoci a rivestirci di giustizia, pietà, fede, carità, pazienza e mitezza così da raggiungere la vita eterna alla quale il Signore ci ha chiamato.

 

Sabato, 21 settembre 2019 – San Matteo Apostolo ed Evangelista, festa                  Mt 9, 9-13

«Seguimi!»
Oggi festeggiamo san Matteo Apostolo ed Evangelista, giorno molto caro a Papa Francesco, che sarà nella nostra Comunità diocesana di Albano proprio per fare memoria della sua vocazione, frutto dell’esperienza della misericordia di Dio nel sacramento della Riconciliazione. In attesa di ascoltare la sua parola, ci disponiamo anche noi a seguire il Signore Gesù che continuamente ci chiama.

A Gesù non importa ciò che siamo stati prima della sua chiamata, ma il cambiamento di vita dopo l’incontro con Lui. A Lui sta a cuore che lo seguiamo sulla via della misericordia, comportandoci in modo degno della chiamata battesimale. Misericordia significa umiltà, dolcezza, magnanimità. È portarci vicendevolmente nell’amore così da essere una comunità unita dove regna la pace, affinché il corpo di Cristo, che è la Chiesa, raggiunga la pienezza di Cristo.