Domenica, 10 settembre 2017                                                                                          

 «Ti ho posto come sentinella»
Il messaggio dell’odierna Liturgia della Parola potremmo riassumerlo in una parola: sentinella. Il cui compito è vigilare. È quello che Gesù ci esorta ad essere nei confronti dei nostri fratelli e sorelle: vigilare su di essi affinché rimangano nella via del Signore. Questo, infatti, è il fine della correzione fraterna che scaturisce dall’amore scambievole, sincero e profondo. Se la correzione fraterna è fatta con amore e per amore, ad immagine dell’Amore di Dio per noi, non corre il pericolo di umiliare, ma diventa veicolo di riconciliazione con Dio e tra di noi. Ecco perché la colletta ci fa chiedere un cuore e uno spirito nuovo, per essere più sensibili alla sorte dei fratelli e avere a cuore la loro vita.


Lunedì, 11 settembre 2017                                                                                           

«In giorno di sabato è lecito fare del bene o fare del male?»
A questa domanda di Gesù rimaniamo meravigliati. Non sorgono dubbi nella risposta: sì, è lecito fare il bene! Ma per gli scribi e i farisei presenti quel giorno nella sinagoga, questa era una grossa provocazione contro la stessa Legge che Dio aveva dato ai loro padri nella fede.
Anche a noi può accadere di trovarci nella situazione di Gesù a causa del Vangelo, che ci chiede di fare il bene sempre, mentre intorno a noi ci sono pareri discordanti, trovandoci così a vivere sofferenze e incomprensioni.
Chiediamo al Signore di saper leggere gli eventi con la luce della fede e offrire tutto affinché giunga a compimento la Parola di salvezza per tutti, che opera il bene, manifestando Cristo in noi, speranza della gloria.


Martedì, 12 settembre 2017                                                               

 «Come avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati e costruiti su di lui»
È importante, dopo aver fatto esperienza della forza guaritrice di Dio che viene dalla preghiera e dai sacramenti, camminare radicati e costruiti in Gesù, ossia vivere di conseguenza lasciando che la sua Parola trasformi la nostra vita ad immagine della sua. Uno dei segni che quest’esperienza è vera è la capacità di rendere grazie di tutto e in tutte le situazioni, in modo particolare per il dono della vita divina e la riconciliazione con il Signore, che ci riammette  alla comunione con Lui.
Come Gesù che pregava giorno e notte, soprattutto quando doveva compiere qualcosa d’importante come ad esempio scegliere tra i suoi discepoli i dodici Apostoli, così dovrebbe essere per noi. La preghiera, infatti, è alla radice e la sorgente della vita cristiana. Vivere senza questo contatto con il Signore è come vivere senz’aria o costruire senza fondamenta.


Mercoledì, 13 settembre 2017 – San Giovanni Crisostomo

L’abito dell’uomo nuovo
«Vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato». Questo testo di san Paolo ci ricorda che la nostra vocazione battesimale è bisognosa di rinnovarsi in Cristo ogni giorno. Se siamo in cammino verso la gloria del cielo dobbiamo abbandonare: passioni, desideri cattivi, cupidigia, ira, animosità, cattiveria, insulti e discorsi osceni che escono dalla nostra bocca. Infatti, la bocca parla dalla pienezza del cuore rivelando la sua qualità. Se esso è pieno di passioni mondane così sarà il nostro parlare e il nostro agire e viceversa. Chiediamo al Signore il dono di una ‘bocca d’oro’, come quella di san Giovanni Crisostomo, di cui oggi celebriamo la memoria, che dica la nostra appartenenza a Cristo.


Giovedì, 14 settembre 2017 –  Esaltazione della Croce
                                                                          

 «Così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna».
Dove sorgeva la morte, risorge la vita. Ecco perché oggi festeggiamo l’esaltazione della croce: perché nell’albero della Croce è stabilita la nostra salvezza. Noi, infatti, non festeggiamo lo strumento che ha condotto Gesù alla morte, ma l’albero fecondo di vita eterna, che manifesta il grande amore di Dio nei nostri confronti. Infatti, la Croce innalzata al centro della vita cristiana è simbolo del trionfo d’amore di Cristo. Grazie al sacrificio di Cristo, per noi cristiani, la morte è passaggio che ci conduce alla vita vera ed eterna, quella di Dio, dove la morte è sconfitta.
Ancora, «noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Così veniamo innalzati anche noi. Essa è il mezzo e la via per il ritorno allo stato originale» (sant’ Andrea di Creta).


Venerdì, 15 settembre 2017 – Beata Vergine Maria Addolorata
                                                    

 «Stavano presso la croce di Gesù sua madre…»
«Chi sei tu e quale genere di sapienza è il tuo, se ti meravigli della solidarietà nel dolore della Madre col Figlio? Nella Madre operò l’amore, al quale dopo quello di Cristo nessun altro amore si può paragonare» (san Bernardo).
Non è possibile contemplare la Croce senza passare per Maria, la Madre di Gesù, oggi venerata con l’aggettivo Addolorata. Oggi anche noi, insieme a Maria, desideriamo associarci alla passione di Cristo per partecipare alla sua gloria.
Questa memoria ci ricorda che i nostri occhi, illuminati dalla fede, devono saper penetrare nella sofferenza e vedere in essa la gloria della risurrezione riservata per noi da Dio. Inoltre, ci aiuta ad accogliere le sofferenze che la vita ci presenta, come occasione per riscoprire il valore redentivo della sofferenza, se accolto nella fede e nella speranza.


Sabato, 16 settembre 2017  – Santi Cornelio e Cipriano


«Ogni albero si riconosce dal suo frutto»
I santi Cornelio e Cipriano hanno lavorato tutta la vita per l’unità della Chiesa. Non a caso il Vangelo odierno ci richiama all’unificazione dell’edificio della nostra piccola chiesa, la nostra vita. Infatti, non è sufficiente ascoltare la parola di Dio, è necessario metterla in pratica. Bisogna lasciare che la Parola scavi in profondità, che dia stabilità alla nostra vita e che, come albero buono, produca frutti buoni di bene e di amore.
A chi non succede di credere in una cosa, pensarne un’altra e viverne un’altra ancora? Confidando nel Signore che è venuto nel mondo per salvare i peccatori, chiediamogli, per intercessione dei martiri Cornelio e Cipriano, il dono dell’unità della nostra vita e della Chiesa.